Pablo Andujar, dal calvario alla vittoria a Marrakech

Pablo Andujar ha scritto una piccola pagina di storia in questo 2018. Lo spagnolo, costantemente negli anni scorsi a ridosso dei primi 50 del mondo e con tre tornei vinti, era stato costretto da qualche anno a questa parte a rinunciare al suo sport a causa di un problema al gomito.

Oggi, Domenica 15 Aprile 2018, Andujar ha trionfato nel torneo Atp 250 di Marrakech, battendo in finale il britannico Kyle Edmund e vincendo praticamente un torneo in modo inaspettato, dato che erano 3 anni che non prendeva parte alle competizioni, o perlomeno, negli anni scorsi ci ha provato ma era impossibilitato dai continui dolori a quel maledetto gomiti che dopo varie operazioni continuava a procurargli dolore.
Dopo un calvario lungo tre anni, con ben tre operazioni allo stesso gomito, Pablo Andujar può quindi sorridere.

Quando si pensa a un giocatore che ha dovuto combattere con ripetute sfortune, il primo nome che passa per la testa è quello di Juan Martin Del Potro, che a causa dei polsi di cristallo (prima il destro, poi il sinistro) ha rischiato seriamente di dire addio al tennis giocato. Per fortuna non è andata così, e anche stavolta “Palito” può dire di aver vinto la propria sfida, visto che è tornato di nuovo ad altissimi livelli. Chi invece la battaglia si è trovato a combatterla dopo, è stato proprio è Pablo Andujar, che finalmente vede la luce in fondo a un tunnel molto molto buio,sempre a causa di un parziale distaccamento dall’osso del tendine del gomito destro.

A fine 2017, ha pubblicato su Instagram dove annunciava il ritorno nel 2018. 31enne di Cuenca, numero 32 del mondo nel 2015 e vincitore di tre tornei ATP (oltre che finalista in altri quattro, tutti sulla terra battuta e semifinalista in un Atp 1000), ha ripreso la sua carriera con un nuovo team, con Carlos Calderon nel ruolo di coach e Jaume Perez Baixauli come preparatore atletico.
Il calvario di Andujar è iniziato nel 2015 al torneo di Gstaad, vinto l’anno precedente, quando nell’eseguire un servizio ha avvertito un forte dolore al gomito. Ha deciso di non dargli troppo peso, ma la questione era seria e l’ha obbligato a chiudere la stagione dopo lo Us Open. Per evitare l’intervento chirurgico ha tentato la via di un trattamento conservativo, e si è presentato al via della stagione 2016, ma il dolore non è passato e dopo soli sei tornei ha dovuto cedere: operazione. È andato una prima volta sotto i ferri nel marzo del 2016, quando i medici gli hanno applicato un chiodo per far aderire il tendine all’osso, ma dopo un rapido tentativo di rientro ha visto che il problema non se n’era andato.

Purtroppo nel suo caso, il gomito continuava a fargli male, e non poteva fare nient’altro se non fermarsi di nuovo. Così ha deciso di operarsi una seconda volta a novembre ma il Problema non riusciva proprio a risolverlo. A soli quattro mesi e mezzo dall’intervento precedente, era di nuovo in ospedale per una terza operazione, che alla fine ha sistemato le cose.

Fra settembre e ottobre Andujar ha giocato un paio di Futures, vincendo un match che gli ha permesso di riconquistare un posto nella classifica ATP (al numero 1.707), poi ha rinunciato agli Australian Open ed è tornato sulla terra, dove oggi ha scritto una piccola pagina di Storia.

A trasmettergli tanta voglia di non mollare è stato soprattutto l’appoggio delle persone che gli stavano vicino e anche da parte di numerosi colleghi. Nel periodo lontano dai campi Andujar ha dato una svolta alla sua vita privata, convolando a nozze nel novembre del 2016 con la fidanzata Cristina e diventando papà a luglio di Pablo Junior. Un buon motivo per tornare a fare sul serio sui campi da tennis, con ancora negli occhi lo splendido match giocato nel 2014 a Rio De Janeiro contro Rafael Nadal (che lo batté per 12/10 al tie-break del terzo, dopo avergli cancellato due match-point) e Juan Martin Del Potro come modello. Sapere che un altro giocatore è riuscito a tornare più forte di prima dopo tanti problemi sicuramente gli ha dato molta forza e tante motivazioni, come ha rivelato in varie interviste.

Dopo aver trionfato al Challenger di Alicante, settimana scorsa, Andujar ha giocato un torneo perfetto in quel di Marrakech, giungendo fino alla vittoria dominando in finale un tennista del calibro di Edmund, semifinalista agli AO 2018.
Per il 32enne di Cuenca si tratta del quarto titolo in carriera su otto finali disputate: Andujar aveva in precedenza fatto centro a Gstaad nel 2014 ed a Casablanca (dove si giocava questo torneo prima dello spostamento a Marrakech) sia nel 2012 che nel 2011.

Tris in Marocco per Pablo Andujar che torna al successo aggiudicandosi il ‘Grand Prix Hassan II’, torneo Atp 250 dotato di un montepremi di 501.345 euro che si è concluso sui campi in terra rossa di Marrakech.

In una finale a senso unico lo spagnolo, numero 355 Atp, in gara con il ranking protetto – è al rientro nel tour dopo un lungo stop per un problema al gomito che lo ha costretto a ben tre operazioni – ha liquidato con un doppio 6-2, in un’ora e 22 minuti di gioco, il 23enne britannico Kyle Edmund, numero 26 del ranking mondiale e secondo favorito del seeding, alla sua prima sfida per il titolo nel circuito maggiore. Per il 32enne di Cuenca si tratta del quarto titolo in carriera su otto finali disputate: Andujar aveva in precedenza fatto centro a Gstaad nel 2014 ed a Casablanca (dove si giocava questo torneo prima dello spostamento a Marrakech) sia nel 2012 che nel 2011.

Il tennis è uno sport bellissimo, le storie sono una cosa bellissima e oggi, lo spagnolo, ci ha dimostrato che niente è scritto e che difronte alle difficoltà della vita le motivazioni sono tutto.

Non è importante quante volte cadi, è importante rialzarsi che tutto è possibile.
Grazie Pablo!

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