Verona, Zeytulaev: “Busto fu una liberazione per tutti”

Il 25 maggio 2008 per i tifosi dell’Hellas Verona non è una giornata come tutte le altre. Proprio quel giorno i gialloblu toccarono il punto più basso della loro storia ultracentenaria ma, ad un passo dal baratro, un guizzo di un giovane ventiquattrenne uzbeko di nome Ilyas Zeytulaev mandò in delirio un popolo e salvò l’Hellas Verona dalla C2 e da un più che probabile fallimento.

La stagione 2007-08 per il Verona fu tremenda. La squadra del Conte Arvedi era appena retrocessa dalla Serie B dopo un doppio spareggio drammatico con lo Spezia, ma la voglia di ripartire c’era tutta. Il DS Cannella, a detta sua, aveva costruito “la Juventus della Serie C”, pronta ad azzannare il campionato, ma la realtà fu ben diversa. L’Hellas condusse gran parte di quel campionato all’ultimo posto, cambiò quattro allenatori (tra cui un certo Sarri) e tre direttori sportivi.

Il ritorno in panchina di Davide Pellegrini dall’inizio del mese di marzo fece si che il Verona riuscì quantomeno a raggiungere i playout contro la Pro Patria. E anche qui doppia sfida drammatica, con lo svantaggio questa volta della posizione in classifica, per cui una delle due gare occorreva necessariamente vincerla. Nell’andata giocata al Bentegodi la squadra di Pellegrini prese a pallate la Pro, senza riuscire a cavarne un ragno dal buco. Ma sull’ultimo pallone della partita, Daniele Morante, arrivato in pompa magna a Verona e fino a quel momento a quota zero gol in campionato, deviò all’ultimo secondo un cross di Zeytulaev all’incrocio dei pali mandando in visibilio il Bentegodi.

Ma non era ancora finita. Al ritorno al Verona bastava anche il pari, ma le cose si misero male dopo il vantaggio della Pro Patria allo scadere del primo tempo grazie ad una rete di Negrini. L’Hellas non riesce a reagire, arranca, rischia più volte il colpo del k.o. Ma ancora una volta al novantesimo accade l’imponderabile: Zeytulaev quasi dalla linea del fondo si inventò una conclusione che finì alle spalle del portiere, nel tripudio generale. L’Hellas è salvo, ma non le coronarie dei suoi tifosi.

L’eroe di Busto, intercettato dai microfoni de Il Corriere di Verona, si è lasciato andare ai ricordi di quella giornata indimenticabile: ““Fu una liberazione per tutti. La stagione era stata deludente. Il nostro obiettivo era conquistare la B e invece ci trovammo in fondo. C’era tristezza, un’aria depressa. In più, non potevo allenarmi, afflitto da un problema sciatico. Era una sofferenza. Quando quegli incubi sparirono, ci sentimmo sgombrati da ogni paura. Calciai quasi dalla linea di fondo. Una botta che passò dietro al portiere e s’infilò in rete. Mi voltai verso la panchina. Era il 90’. Dopo guardai sotto la tribuna, nella direzione del nostro pubblico. Cominciai a correre e non mi fermai più“.

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Laureato in Comunicazione all'Università degli Studi di Padova, da sempre tifoso dell'Hellas Verona grazie alla passione trasmessa dal padre. Amante del calcio, della politica e della storia, con l'ambizione di poter vivere scrivendo.
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