Pradè conferenza stampa: “Fiorentina squadra speciale, Dragowski portiere titolare”

All’alba della stagione 2019-20, Daniele Pradè si è presentato per la seconda volta in carriera alla città di Firenze, dopo aver accettato di costruire la nuova Fiorentina di Rocco B. Commisso. Di seguito le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa dal neo direttore sportivo della Viola.

“Provo emozioni molto particolari, – ha ammesso Pradè – perchè sento una responsabilità diversa, vista la piazza e il valore di una società come la Fiorentina. Prima di entrare in sala stampa, ho chiesto 2 minuti per prepararmi, perchè ero realmente emozionato. Qui sento una responsabilità maggiore, ma sono sereno pensando alla società che ho di fianco. C’è condivisione su ogni scelta, ma questo non significa scaricare responsabilità su più elementi, perchè io la faccia ce la metterò sempre. 

Mercato? Stiamo lavorando su un modulo di base propositivo, come nel 2012, che è il 4-3-3. In questo momento le priorità sono un playmaker e un difensore centrale. Pavoletti? È incedibile per il Cagliari, il mio amico Carli lo linciano se vende anche lui dopo Barella. Bennacer? È un giocatore che mi piace moltissimo da tempo. Ora sta giocando la Coppa d’Africa e sta facendo benissimo, ma in questo momento lui vorrebbe giocare una competizione europea, che è quella cosa che ti dà maggiore forza in una trattativa.

Dragowski portiere titolare? Sì, se Dragowski confermerà di voler rimanere con forza e convinzione a Firenze, allora lui sarà il portiere titolare della Fiorentina. Crediamo molto in lui e se deciderà di restare qui, sarà il portiere titolare della Fiorentina e della Nazionale polacca.

De Rossi? Mi è piaciuta com’è stata definita: quattro amici al bar. Quando fai una chiacchiera tra amici, scherzando e dicendo ‘vieni a giocare da noi’, questo è il rapporto tra me, Vincenzo e Daniele. Non c’è stato nè un sì nè un no, perchè una risposta concreta c’è quando viene presentata un’offerta economica, cosa che non c’è stata.

Viviano? Gli voglio un bene dell’anima, ma gli ho parlato chiaro. Se noi teniamo Dragowski, non posso prendere un portiere come Emiliano. Lui mi ha detto che era disponibile a tornare per collaborare con noi e far crescere Dragowski, ma il portiere polacco avrebbe avuto una pressione incredibile alle spalle. Immaginate Fiorentina-Juventus e Viviano in panchina, Emiliano impazzisce…(ride, ndr)”.

Borja Valero? Tutti sappiamo quanto sia fiorentino Borja, ma al momento ha uno stipendio troppo alto per la Fiorentina. Biglia o Badelj? Sono due giocatori importanti, che piacciono, ma al momento non c’è nulla di concreto.

La mia indipendenza? C’è sempre stata nel mio lavoro, in collaborazione con il mio staff. Voglio lasciare qualcosa a Firenze, al di là di nomi e di colpi altisonanti. Voglio fare il bene della Fiorentina, cercando di sbagliare il meno possibile. All’epoca, l’operazione Cuadrado fu un qualcosa di importante per la società, mentre l’affare Mario Gomez portò tanto entusiasmo all’inizio, ma alla fine pochi risultati rispetto a quelli sperati. Quella di Gomez è un’operazione che mi sento addosso, perchè avevo tante aspettative.

Come ho trovato Vincenzo Montella? Non l’ho trovato carico, stracarico. Abbiamo voglia di fare bene e di fare il meglio possibile per la Fiorentina. Il suo parere è fondamentale, così come la condivisione di idee tra direttore sportivo, presidente e allenatore. Non mi presenterò mai con un giocatore che lui non mi ha chiesto o per cui non ha dato l’ok.

Marco Benassi? È un giocatore che ci piace e che deve andare a giocare in Nazionale. L’ho sentito accostato al Genoa, ma non ho mai parlato col Genoa. Altri giocatori, come Cristoforo ad esempio, li valuteremo durante il ritiro estivo.

Vogliamo costruire una squadra competitiva, in grado di giocarsela con tutti quando entra in campo. Vorrei essere come l’Atalanta in questo momento, che è il mio punto di riferimento calcistico per progetto sportivo e risultati. Guardate dove sono ora, ciò che hanno fatto è qualcosa di straordinario. Ecco, vogliamo cercare di accorciare questa distanza.

I costi del mercato? Non c’entrano i costi, ma c’entra la qualità del giocatore che vai a prendere. Con Chiesa e Simeone parleremo, sono giocatori forti ed importanti per la Fiorentina. La cosa che mi piace degli attaccanti che falliscono una stagione è che l’anno dopo sono costretti a mangiare l’erba. Veretout? Ha chiesto la cessione, quando arriverà una proposta concreta si potrà parlare del giocatore vicino a una certa squadra. 

Offerta per Lirola? Ci è stata fatta una richiesta monstre, è un giocatore su cui non possiamo andare. De Paul? Inarrivabile, così come per tanti altri club.

L’obiettivo della nuova società è rimettere dentro tanti italiani, soprattutto a livello giovanile. Siamo la squadra che spende di più, insieme alla Juventus, nel settore giovanile. In questo momento dobbiamo abbassare determinati costi e spese. Va precisato che la proprietà viola non mi ha chiesto autofinanziamento, plusvalenze o roba simile per tenere in ordine i conti. Dobbiamo rispettare alcuni parametri naturalmente e sbagliare il meno possibile.

Voglio precisare, inoltre, che la cessione di Lafont è stata una decisione nostra, della società, perchè abbiamo deciso di puntare su Dragowski. Chiaro che Lafont aveva manifestato la volontà di andare a giocare fuori dopo un’annata difficile, ma ha qualità da potenziale campione. Per questo motivo, lo abbiamo ceduto in prestito al Nantes in prestito con diritto di riscatto e controriscatto a nostro favore.

L’addio di Totti? Francesco per me è un fratello, ma non parlo di ciò che non riguarda la Fiorentina”.

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Nato ad Avellino il 26 dicembre 1996, ha conseguito la Laurea Triennale in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Amante del calcio sin dalla nascita, segue l'Avellino Calcio fin da bambino e resta aggiornato su tutto ciò che riguarda lo sport più bello del mondo.
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