Fabio Cannavaro alla Gazzetta: “Coronavirus? In Cina è stato debellato”

Fabio Cannavaro ha rilasciato una lunga e interessante intervista a La Gazzetta dello Sport riuguardo alle modalità con cui è stato affrontato il Coronavirus in Cina. Le sue dichiarazioni sono state riprese anche da Sky Sport e dal giornalista Giovanni Guardala.  Di seguito il suo post su Instagram.

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Reposted from @skysport FABIO CANNAVARO: "Coronavirus, facciamo come in Cina. L'Italia è sulla strada giusta" ➖ Dalla Cina all'Italia e ritorno. Non il più facile dei viaggi, di questi tempi: Fabio Cannavaro si è dovuto sottoporre al terzo tampone in poche settimane e per prassi è di nuovo in isolamento domiciliare. "Ma sto bene, qui sono organizzatissimi per garantire ogni necessità e hanno fatto esperienza sugli accorgimenti da adottare per evitare che ora il coronavirus rientri dall'estero", l'allenatore del Guangzhou Evergrande si è raccontato in una lunga intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport. "Perché in Cina ormai è debellato. Questo dev'essere il messaggio all'Italia e al mondo: il male si può sconfiggere, ma ci vuole severità e organizzazione. La dittatura aiuta? Fino a un certo punto. I cinesi sono un popolo da ammirare, che ha capito come comportarsi" ➖ Cannavaro spiega il regime preventivo vissuto al culmine dell'epidemia: "Controlli della temperatura ogni volta che passavo dal centro sportivo a casa, nessun pedaggio autostradale per evitare contatti con il personale. E parlo di Guangzhou, a mille chilometri da Wuhan: qui è prevalso il senso della comunità, a costo di sacrifici. Più di tutti gli altri in Italia siamo sulla strada giusta, anche se qualcuno fatica ancora a capire" ➖ Da SkySport.it #SkySport #FabioCannavaro #Cannavaro #Cina #Coronavirus #Covid19

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Fabio Cannavaro: “Coronavirus, facciamo come in Cina. L’Italia è sulla strada giusta”

Sto bene, qui sono organizzatissimi per garantire ogni necessità e hanno fatto esperienza sugli accorgimenti da adottare per evitare che ora il coronavirus rientri dall’estero

Perché in Cina ormai è debellato. Questo dev’essere il messaggio all’Italia e al mondo: il male si può sconfiggere, ma ci vuole severità e organizzazione. La dittatura aiuta? Fino a un certo punto. I cinesi sono un popolo da ammirare, che ha capito come comportarsi”

Vengono effettuati ontrolli della temperatura ogni volta che passavo dal centro sportivo a casa, nessun pedaggio autostradale per evitare contatti con il personale. E parlo di Guangzhou, a mille chilometri da Wuhan: qui è prevalso il senso della comunità, a costo di sacrifici. Più di tutti gli altri in Italia siamo sulla strada giusta, anche se qualcuno fatica ancora a capire”

Intervista integrale sull’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport

(Fonte foto: Gol de Vestuario)

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Come Arrigo Sacchi amo il calcio, e lo sport in generale, perché è la cosa più importante delle cose meno importanti, e come Maurizio Mosca cerco di spargere allegria tra la gente.