Analisi Fiorentina-Verona 1-4: Hellas, chi sei veramente?

Quello che è successo ieri a Firenze ha dell’incredibile. Un Verona allo sbando, sull’orlo di una crisi di nervi e di risultati, ultra contestata e in piena smobilitazione generale, batte a domicilio la Fiorentina 1-4. Un risultato totalmente inaspettato, se si pensa soprattutto all’indecente prestazione che gli uomini di Pecchia hanno offerto domenica scorsa con il Crotone.

La settimana che ha portato l’Hellas a giocarsi la gara di Firenze è stata una delle più burrascose della sua storia recente. Pecchia esonerato, anzi no. Silenzio stampa e ritiro punitivo. Bessa, Pazzini e Bruno Zuculini (che attualmente si trova in Argentina per firmare con il River Plate, ndr) fuori rosa. Contestazione dei tifosi verso società, squadra e staff tecnico. Insomma, ieri c’erano tutti i presupposti per assistere all’ennesima debacle stagionale del Verona, ma il campo ha detto un’altra cosa.

Che fosse una partita strana lo si era capito subito, quando dopo meno di un minuto Fares ha lisciato clamorosamente un pallone in area, permettendo a Simeone di battere a rete. Il salvataggio miracoloso di Caracciolo ha permesso al Verona di restare in piedi, e da lì la partita ha preso tutta un’altra piega. Il vantaggio di Vukovic (all’esordio stagionale) ed il raddoppio quasi immediato di Kean hanno stordito pesantemente i viola, resi incapaci di reagire dall’ottima disposizione tattica degli uomini di Pecchia.

Un altro punto di svolta della partita coincide con l’inizio della ripresa: Chiesa prova a riaprire i giochi dopo 30 secondi ma il suo tiro si stampa sul montante; il conseguente contropiede orchestrato da Matos e Petkovic viene finalizzato puntualmente da Kean, che sigla lo 0-3 e la sua personale doppietta. All’8’ la Fiorentina prova a riaprire la partita col gol di Gil Dias che da comoda posizione non dà scampo a Nicolas. Ma al 10’ l’Hellas cala il poker con Ferrari (al primo gol tra i professionisti, ndr), che approfitta di uno svarione di Laurini per battere Sportiello.

Dunque, chi è veramente il Verona? È quello indecente visto contro il Crotone, o quello straripante di ieri al Franchi? È quello che rifila tre reti al Milan, o quello che una settimana dopo prende quattro schiaffi a Udine? Sta di fatto che ogni volta che in questa stagione si è ritrovato con l’acqua alla gola, il Verona ha tirato fuori la prestazione da 90. Tutti i problemi, comunque, non sono alle spalle. Ora non è il caso di esaltarsi e di lasciarsi andare a facili illusioni, anche perché i prossimi avversari si chiamano Roma, Sampdoria e Lazio.

Annotazione importante: il gruppo ieri ha dato una risposta importante, l’abbraccio tra giocatori e staff tecnico al termine della gara è stato un segnale forte, anche e soprattutto per il suo allenatore. I malumori di Bessa e Pazzini hanno fatto pensare che il gruppo non fosse unito, ma la risposta della squadra ieri è stata chiara. Tutti uniti in un’unica direzione, consapevoli che una vittoria non basterà.

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Laureato in Comunicazione all'Università degli Studi di Padova, da sempre tifoso dell'Hellas Verona grazie alla passione trasmessa dal padre. Amante del calcio, della politica e della storia, con l'ambizione di poter vivere scrivendo.
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