Ai microfoni di YTalk Futsal, trasmissione di approfondimento sul mondo del calcio a 5 di YSport Italia, ospite il commissario tecnico della Nazionale Italiana Futsal Massimiliano Bellarte.

Queste le parole di Mister Bellarte, a proposito della storica qualificazione ad Euro 2022: “Spero sempre che l’Italia intera partecipi a quelle che sono le sorti della Nazionale Italiana di Futsal. Penso che sia stata una cosa bellissima per me a livello di emozioni, ma che sia stato ottimo soprattutto per il percorso intrapreso. Sempre meglio accompagnare il lavoro con dei risultati importanti, perché così è tutto più semplice.

Sulla chiave del successo dell’ItalFutsal: “Il Futsal italiano è abituato soprattutto alle vittorie, perché abbiamo vinto un Europeo nel 2003, abbiamo ottenuto un altro successo nel 2014 e oggi abbiamo ottenuto questa qualificazione agli Europei. Si sta cercando di intraprendere un discorso, provando a seguire i dettami che ci siamo prefissati. Se si è cercato di intraprendere un percorso di ringiovanimento e rinnovamento della squadra nazionale, è perché si vuole tentare di fare qualcosa di importante anche in ottica futura, gettando le basi per qualcosa di duraturo nel tempo.”

Sull’ItalFutsal del futuro: “Sogno di plasmare l’Italia che corrisponde all’idolo del pensiero, i sogni, cercando di fare tutte le cose che mi prefisso, tracciando dei punti e provando a raggiungere degli obiettivi. L’Italia avrà sempre qualcosa di unico, che vivrà per sempre, che non dipenderà da allenatori e giocatori. L’Italia è sempre stata creata per rimanere ad un livello alto, questo rimarrà sempre nella natura della Nazionale Italiana. È un’identità che l’Italia non perderà mai e dovrà sempre avere.”

Sul concetto di leader: “Non sono le parole quelle che danno l’esempio, ma le attitudini, la lealtà, il modo di essere onesti rispetto a ciò che ci si prefissa di fare. Il concetto legato ai comportamenti emergenti credo sia molto importante, perché è importante anche reagire o imparare dopo una sconfitta.”

Sul come si fa l’allenatore: “Difficile dirlo, ma credo che i giocatori siano una parte fondamentale all’interno del gioco. Un allenatore è al servizio del giocatore. Il leader non è responsabile per i risultati, ma è responsabile delle persone che ottengono quei risultati. Le vittorie sono responsabilità e merito dei giocatori, le sconfitte sono responsabilità degli allenatori, che ha diritto di partecipazione, al limite, nelle vittorie.”

Sull’importanza delle statistiche: “Sono come dei bikini: mostrano qualcosa, ma non mostrano tutto. La statistica serve, serve tanto, per far sì che un allenatore capisca la propria squadra. Specifico la mia squadra, perché lavorare sull’avversario è difficile o comunque non sarà mai un’analisi veritiera, non vivendo quel tipo di realtà. Considero molto importanti le statistiche della mia squadra, perché mi permettono di capire tante cose della mia squadra, anche se poi ci sono cose come gli atteggiamenti e i momenti che non si possono studiare o prevedere.”

Sui paragoni con altri sport: “Le similitudini ci sono fra tutti gli sport. Un allenatore dovrebbe avere un approccio multidisciplinare a quello che fa. Potrei prendere spunto da tanti altri sport, anche dal football americano. È normale che ci siano tante similitudini con il calcio, che è lo sport più simile al Futsal visto che si gioca con i piedi e si hanno quasi le stesse regole e con il Basket, che ha nel numero degli attori, nello spazio e nel tempo di esecuzione di un’azione molte similitudini con il nostro sport. Ecco perché è necessario che un allenatore di Futsal possa riconoscere questi aspetti comuni, cercando di prendere spunto o esempio dalle parti migliori di ogni sport, in modo da portare il meglio nel proprio ambiente.”

Sulle difficoltà di allenare una Nazionale: “La difficoltà sta nell’adattarsi. È difficile anche giocare nella Nazionale, perché un giocatore ha un livello emozionale differente in Nazionale, rispetto alle esperienze nei club di appartenenza. Emozionalmente, ripetere quanto si fa nei club in Nazionale, è totalmente diverso. Lo spirito di adattamento che un giocatore deve avere per vestire la maglia della Nazionale deve essere lo stesso che un allenatore deve avere per allenare una Nazionale.”

Sull’evoluzione del movimento Futsal in Italia: “L’evoluzione di uno sport deve sempre esserci, poi che questa evoluzione sia a piccoli o grandi passi sta nella logica delle cose, ma l’importante è che questa evoluzione ci sia sempre. Poi sta a noi, attori dell’evoluzione, trasformarla in un’evoluzione positiva. Dove migliorare? Pensando a noi, alla Nazionale, faccio un esempio: se la Nazionale riesce a convocare un idolo, qualcuno in grado di trascinare i ragazzini e gli appassionati, la Nazionale deve essere brava a sfruttare anche questo, per avvicinare un bacino d’utenza più ampio, così come ampia deve essere la base dei settori giovanili.”

Sull’importanza della vetrina social: “È normale che io debba fare questo, nei limiti di quello che posso fare. La comunicazione del calcio a 5 è nata su Internet, quindi è normale che si sviluppi su Internet. Prima ero molto più attivo, anche in modo illogico forse, ora cerco di portare qualcosa di positivo al tutto, tentando di fare quello che penso sia giusto. Condivido quello che sia buono da condividere. Di solito, cerco sempre il confronto, che possa essere portato avanti con argomenti minimi. Devo il 90% di ciò che mi è accaduto nella vita al Futsal, quindi devo dargli qualcosa come ricompensa, qualcosa in cambio. Ho una moglie conosciuta grazie al Futsal, visto che anche lei gioca, e ho un figlio che praticamente è nato dal Futsal.”

Mister Bellarte ha poi ricordato, emozionato, due compianti calcettisti come Rogerio e Capuozzo: “Rogerio l’ho incontrato tante volte da avversario, così come Capuozzo. Ne ho incontrati tanti nella mia carriera, purtroppo alcuni ci hanno lasciato in anticipo, quindi credo che la nostra missione sia ricordare quello che hanno fatto e fare il massimo per ricordarli il meglio possibile.”

Sui prossimi obiettivi della Nazionale: “Abbiamo il raduno, poi le sfide contro Belgio e Montenegro, questo è l’obiettivo al momento. Non vado avanti evidenziando un obiettivo, perché se poi non raggiungi quell’obiettivo evidenziato, che fai?”.

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Nato ad Avellino il 23 luglio 1998, ha conseguito la Laurea Triennale in Economia Aziendale ed attualmente studia Economia e Management delle Imprese presso l’Università degli Studi del Sannio. Giornalista pubblicista dal 2 Ottobre 2019, ama e segue il Calcio ed il Futsal. L’ansia è la sua compagna di viaggio.