Dalla pluriennale esperienza nel box della Scuderia Ferrari all’importanza dello human di un pilota, passando per la Rossa del presente e le caratteristiche come Leclerc, Sainz e Verstappen, senza dimenticare il radicale cambiamento del regolamento nel 2022.

“Il mio passato ha rappresentato la base della mia esperienza, – ha detto Gigi Mazzolaperché ho avuto l’opportunità di lavorare con campioni del calibro di Schumacher, Raikkonen, Prost, Irvine, Barrichello, senza dimenticare tutti i grandi tecnici che mi hanno accompagnato ed affiancato. Oltre a tutti gli skills tecnici, ho iniziato a vedere e comprendere anche lo human di un pilota. Una figura particolare, per certi versi molto labile. L’ingegnere di pista è un affetto placebo del pilota, in maniera tale che il pilota diventi placebo di se stesso.”

Mazzola si è poi espresso a proposito della prima apparizione stagionale della Ferrari in questo 2021: Io ho visto una Ferrari doppia faccia, diciamo così: la prima in qualifica, dove è stata straordinaria per velocità, motore, aerodinamica, bilancio. Una macchina molto bilanciata, con cui era facile fare i tempi, molto equilibrata. Leclerc è stato bravissimo nel giro secco a tenere la macchina a pochi decimi dai primi. Poi andiamo in gara e vengono fuori un po’ i problemini: non è tanto il bilancio, non è nemmeno questione di usura gomme, perché si correva anche di sera in Bahrain, ma mancanza di carico aerodinamico. Quindi ho trovato efficienza aerodinamica, ma mancanza di carico.”

Su Leclerc, Sainz e Verstappen, l’ingegner Mazzola ha aggiunto: “Per lo stato attuale, Max lo metto un gradino sopra, perché ha più esperienza e ha una macchina vincente. E poi è un gran pilota, per me il migliore in griglia, proprio per come è pilota. Per quanto mi riguarda è meglio anche di Hamilton per come è pilota, pure se Lewis ha vinto tantissimo, quindi tanto di cappello. Poi possiamo disquisire anche di Prost e Senna, mettendoci pure un Mansell, che spesso nessuno considera. Come pilota, per la poca telemetria che c’era negli anni 90, non era secondo a nessuno. Mi piace più di altri anche Alonso, è un grande pilota, me lo diceva sempre anche Michael (Schumacher, ndr).

Leclerc è straordinario e ha tutte le potenzialità per diventare un Max, ma con una macchina vincente. Purtroppo la F1 è molto sbilanciata, nel rapporto macchina-pilota, quindi dategli la macchina vincente e Charles dimostrerà di poter stare lì sopra come Hamilton e Verstappen. Sainz mi sembra un pilota molto costante in gara, capace di gestire tutta la sua gara per arrivare più avanti possibile.”

Sul regolamento del 2022, Mazzola ha chiarito gli aspetti più importanti: Cosa cambia? Cambia tutto. Cambia il peso della macchina, non tanto le dimensioni, cambia la concezione della macchina, dalla carrozzeria alla tendenza ad andare verso l’effetto suolo. Uno straordinario cambiamento dal punto di vista aerodinamico. Cercano di raggiungere quell’obiettivo tale per cui in scia non si abbia tutto questo calo di forza aerodinamica, che per me è utopistico: non so su che cosa si basino, perché comunque un’aerodinamica ha bisogno di una differenza di velocità tra l’aria e la macchina, perché se sono dietro la macchina davanti l’aria la sposta. Quindi, penso che ci sarà qualche percentuale migliore, ma non mi aspetto grandi cose. Il motore sarà lo stesso, quello omologato quest’anno.

A fare la differenza saranno i cerchi da 18, – ha precisato – perché in Formula Uno ci sono ancora i cerchi da 13, con gomme ancora molto morbide. Ciò significa che il disegno delle sospensioni deve cambiare totalmente. Una rivoluzione bella importante, questo sicuramente.”

Hamilton o Schumacher? Non ho mai lavorato con Lewis, quindi lo conosco solo dall’esterno. Con Michael, invece, ho lavorato per anni e il cuore spinger per lui, in tutto e per tutto. Un pilota entrato in Ferrari nel ’95-’96, quando la Ferrari era tutt’altro che una Scuderia vincente in quegli anni. Ha preso per mano il team, utilizzando le sue emozioni e ha portato la Ferrari dove l’ha portata. Lui era il numero uno perché era semplicemente il più veloce di tutti. Ma era il numero uno non solo in pista, perché era presente ed esigente nei box, così come in fabbrica. È paragonabile soltanto a Prost e Senna. Hamilton non lo metto sul podio.”

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Nato ad Avellino il 26 dicembre 1996, ha conseguito la Laurea Triennale in Scienze della Comunicazione e attualmente studia Corporate Communication e Media presso l'Università degli Studi di Salerno. Giornalista pubblicista dal 30 settembre 2020, ama, segue e pratica lo sport più bello del mondo.