Luigi Lamonica a YSport: “Per una volta l’NBA copia dall’Europa. La mia carriera…”

Luigi Lamonica, l’arbitro di basket più amato nel panorama del basket italiano. Il ritiro di Lamonica è ancora lontano. Dopo l’addio (o forse arrivederci) dal basket italiano, l’over 50 enne di Pescara inizia l’intervista con noi al Festival dello Sport affrontando l’introduzione di alcune nuove regole del campionato italiano di pallacanestro:

La pallacanestro è uno sport in evoluzione, ogni anno c’è qualche nuova regola. Quest’anno hanno toccato in modo particolare la regola dei 24′. Salvo rari casi, quando la squadra d’attacco rimette la palla nella zona offensiva non avrà più 24′ ma 14′. Questo accade perchè si vuole che le squadre facciano più tiri, giochino più possessi in modo da alzare il ritmo durante le partite. Tutto ciò comporterà una spettacolarizzazione del gioco. 

L’NBA che “copia” dal basket europeo…

La regola dei 14′ la NBA non la aveva, per una volta possiamo dire che la NBA copia dall’Europa. Questa è una variazione molto importante del gioco, soprattutto per la sua velocità.

La regola dei 50 anni:

Una regola che sui regolamenti FIBA non esiste, da nessuna parte è scritto che un arbitro a 50 anni debba concludere la propria carriera. Alcune federazioni rispettavano questa prassi, ma probabilmente solo quella italiana e quella greca tengono conto di questa prassi. Dal punto di vista fisico l’età è un fattore relativo, come c’è un 50 enne che ha fatica a correre oggi vediamo un 45 enne che ha difficoltà a superare i test atletici, questo capita anche con ragazzi di 25 anni. E’ una questione di mentalità, di allenamento e di impegno. Il lavoro degli anni precedenti conta molto, mantenendosi in forma. Certo non sono più lo stesso di 10 anni fa, ma è pur vero che ho un’esperienza che mi consente di sopperire a quelle lacune.

Il calcio come nel basket la tecnologia che entra in campo:

La tecnologia è un elemento fondamentale e ci aiuta in molte cose. Il gioco è diventato sempre più veloce con i giocatori sempre più rapidi, una partita alcune volte viene decisa dagli episodi e quindi la tecnologia può cambiare davvero una stagione. Ricordo l’episodio di Milano quando abbiamo assegnato uno scudetto alla Fortitudo grazie all’istant replay. Il calcio è un pochino più tradizionalista, ci mettono un po’ più di tempo per cambiare. Con il gioco del calcio di adesso, secondo me, è di fondamentale importanza.

I miei ricordi della Scandone Avellino e dei suoi tifosi…

Avellino è una piazza storica, sono tanti anni che fa la serie A. Il campo molto caldo, tanti giovani tifosi, la curva molto presente, quest’anno hanno fatto una squadra di grande livello. Buoni giocatori, esperti, cambio di allenatore e sistema di gioco. Ci vorrà un po’ di tempo per il roster irpino affinchè anche gli individualisti possano amalgamarsi tra di loro in modo da recepire al meglio le direttive di coach Vucinic. 

Per l’Aquila Basket Trento:

Trento ogni anno parte male, però poi alla fine arriva sempre in fondo. E’ evidente che c’è qualcosa, bisogna dare tempo, avere pazienza, sono cambiati diversi giocatori. Trento si è affacciata da pochi anni in serie A rispetto alla Sidigas, ma in questi ultimi anni ha raggiunto dei risultati spettacolari con il lavoro di coach Buscaglia e della società. Arrivare in finale del campionato italiano, raggiungere le fasi finali di EuroCup vuol dire che è stato buttato un bel seme che sta crescendo piano piano. Palazzo molto bello ed accogliente così come il PalaDelMauro di Avellino.

La partita che ha segnato la mia carriera:

Il mio salto di qualità è stato in serie B. Quando il campionato era strutturato diversamente rispetto ad oggi, ho avuto la fortuna di arbitrare con fischietti molto esperti che mi hanno consentito di crescere. Quegli anni mi hanno formato molto, poi la semifinale di Pechino tra USA e Argentina o la finale del Campionato del Mondo così come le finali di Eurolega mi hanno lasciato molto dal punto di vista professionale.

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