Gattuso nuovo allenatore del Napoli: “Ancelotti come un padre per me”

GATTUSO NAPOLI – È già il Gattuso Day in casa Napoli. Il tecnico calabrese prende il posto dell‘esonerato Carlo Ancelotti, sollevato dall’incarico nonostante la rotonda vittoria in Champions League contro il Genk. In compagnia del presidente Aurelio De Laurentiis, Rino Gattuso si è presentato alla stampa e al popolo partenopeo.

“Rapporto sempre limpido e pulito con Ancelotti, ora è il momento di Ringhio Star, ha esordito con entusiasmo il numero uno del club azzurro, che ha poi lasciato la parola a mister Gattuso e non ha risposto alle domande dei giornalisti presenti.

“Sono stati giorni da difficile da gestire, – ha ammesso il neo allenatore del Napoli – non lo nego. Ho incontrato De Laurentiis per la prima volta negli uffici della Filmauro a Roma nella serata di domenica, tra le 21 e le 21.30, poi ho scelto e ho deciso di raccogliere questa grande opportunità. Contratto? 18 mesi, ma avrei accettato anche se fossero stati 6, proprio perché è una grandissima opportunità per me e per la mia carriera.

Ovviamente, dispiace sostituire proprio Carlo, che ha vinto tutto nella sua carriera e per me è sempre stato come un padre. Con Carlo ci ho parlato stamattina, si è aperto molto con me e ci siamo detti diverse cose, che ovviamente preferisco tenere per me. È una grande persona, oltre che un grandissimo allenatore. Non fate paragoni, vi prego, perché lui ha vinto tutto e io non ho fatto ancora nulla. Sono giovane e devo dimostrare ancora tanto.

Per me è stato difficile dividermi anche con un paio di elementi del mio staff, sono stati momenti difficili: Valerio Fiori e Gigi Ragno sono rimasti a casa, perché la società è già attrezzata in determinati ruoli. Per il resto, siamo Gattuso più altre 6 persone.

Modulo? Al Milan ho giocato sempre con il 4-3-3, quindi l’idea di partenza è quella. Però, sono appena arrivato e abbiamo due giorni prima di scendere in campo, quindi non vorrei dare tanti vantaggi ai nostri avversari.

Prime sensazioni? Positive, sicuramente. Ho parlato un po’ con i giocatori, ho fatto i complimenti al presidente, per tutta la struttura e per tutte le persone che ci lavorano. È veramente un ambiente bello, importante. La classifica? Sappiamo di dover risalire la china, perché una squadra come il Napoli non può stare fuori dall’Europa e credo debba stare stabilmente nell’Europa dei grandi. L’obiettivo deve essere quello di arrivare, più o meno, dove si è arrivati l’anno scorso.

La disaffezione dei tifosi? Si riconquistano con i risultati, lavorando e lavorando testa bassa. Con il gioco e con i risultati, proveremo a riavvicinare più tifosi possibili. L’obiettivo è concentrarsi sui prossimi 10 giorni e sulle due partite che mancano alla sosta natalizia”.

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Nato ad Avellino il 26 dicembre 1996, ha conseguito la Laurea Triennale in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Amante del calcio sin dalla nascita, segue l'Avellino Calcio fin da bambino e resta aggiornato su tutto ciò che riguarda lo sport più bello del mondo.