Coronavirus, Malagò: “Tifo per la ripresa, ma il calcio va riformato”

Giovanni Malagò, presidente del CONI, ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta della Sport. Ecco di seguito alcune sue dichiarazioni:

“Tifo per la ripresa del Calcio. Puntiamo a ripartire, sono mesi che insisto su questo punto, ma non essendo possibile fare previsioni di lunga scadenza, viste tutte le variabili esistenti, è necessario pensare anche un piano B. Non averlo è un errore. Il governo ha bloccato tutto fino al 14. Se la curva dei contagi manterrà un indice basso, credo che non ci saranno problemi a partire anche un paio di giorni prima.

Modello tedesco? In Germania ci sono leggi diverse, un sistema sanitario diverso. I calciatori non hanno la nostra stessa dinamica giuslavoristica. Stesso discorso per i medici. Le componenti da noi fanno parte tutte del sistema federale, lì no. Un signore cinese o americano in Germania non può comprare il 51 per cento di un club. Non paragoniamo realtà troppo differenti. 

Il nostro è un sistema condizionato dai diritti tv. L’alternativa è riuscire a trovare anche altri ricavi dagli stadi e dal loro utilizzo moderno. Per riuscire a rifare tutti gli stadi insieme esistono tre vie: organizzare un Mondiale e sa va bene se ne riparla nel 2030, organizzare un campionato europeo o le Olimpiadi estive, perché si gioca anche al calcio maschile e femminile. Io mi sono battuto per fare le Olimpiadi a Roma, ma sapete come è andata a finire… Ora tutti i club  di calcio procedono separatamente e dappertutto è una via crucis burocratica. 

Il calcio dovrebbe approfittare di ciò che è accaduto a causa dell’emergenza Coronavirus per studiare quelle riforme strutturali indispensabili per avere prospettive diverse rispetto alle attuali. Esistono problemi sotto gli occhi di tutti che vanno risolti. Ora o mai più”.

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Come Arrigo Sacchi amo il calcio, e lo sport in generale, perché è la cosa più importante delle cose meno importanti, e come Maurizio Mosca cerco di spargere allegria tra la gente.