Serie C, Ghirelli: “Stop al campionato? Dobbiamo andare avanti”

SERIE C – Ospite via Skype degli studi di Prima Tivvù, nel corso della trasmissione Contatto Sport, il Presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, ha detto la sua sul momento attualmente attraversato da molti club di Serie C, condizionati e messi in ginocchio dalla nuova ondata di contagi. Stop al campionato? Questa la risposta del numero uno della terza lega professionistica italiana.

Il momento della Lega Pro? Partiamo da un dato: è un campionato Covid. È quindi un campionato molto difficile, pesantissimo per i club dal punto di vista economico. Non arrivano sostegni ai club, dal punto di vista della fiscalità e del ristoro per le enormi spese sanitarie, come dovrebbero arrivare per tutte le piccole-medie imprese.

Dobbiamo andare avanti, è quello il nostro obiettivo, aspettando ciò che succederà a fine mese e cosa ci dirà la curva epidemiologica. Logicamente, noi siamo allineati al Paese: se le autorità scientifiche ci diranno di andare avanti, andremo avanti, ma se ci imporranno uno stop, purtroppo ci fermeremo.

Da spettatore, spero di vedere almeno una partita ogni domenica, perché la partita mi consente di allontanarmi almeno per 90 minuti dalla situazione personale che vivo. È un segnale sociale che noi siamo chiamati a dare. È vero che non è facile andare avanti, è vero che abbiamo rinviate tante partite, ma si è anche registrato un miglioramento nell’ultimo weekend, rispetto ai contagi a cascata segnalati nelle precedenti domeniche.

Stress psicologico? Proprio qualche giorno fa, con l’AIC abbiamo affrontato il tema dei danni psicologici che affrontano i calciatori in questi mesi caratterizzati dalla pandemia. C’è un sentimento di precarietà che ci accomuna, ma dobbiamo provare ad andare avanti, come stanno provando a fare tutti i settori produttivi del Paese.

Come far sentire la voce della Lega Pro? Non è semplice. Sono d’accordo con il Presidente dell’Avellino, perché il problema non è solo la sofferenza delle casse dei club di C, ma anche la perdita di una parte del tessuto sociale, nel caso in cui ci fosse il collasso di alcune società. Se collassa la Serie C, questo Paese diventa molto più povero, perché perderebbe imprenditori importanti, persone, professionisti e tantissime altre cose.

Riforme future? Le prime scelte da fare riguardano il fisco, la riduzione e una rateizzazione lunghissimo per quanto riguarda la fiscalità. Poi, bisogna pensare ad una liquidità da consegnare alle società, con la medesima garanzia che si dà alle piccole-medie imprese. Bisognerebbe fare come la Premier League, che ha versato degli indennizzi nelle casse dei club minori. In quel caso, la Serie A acquisirebbe davvero credibilità.

Riforma dei campionati in vista? La Lega Pro, nel 2011 e nel 2012, è stata l’unica a concretizzare una riforma, tagliando 30 squadre, passando da 90 a 60 squadre. Nonostante ciò, non è cambiato nulla. Noi siamo pronti a sederci ad un tavolo, siamo pronti a decidere, ma è un qualcosa che deve partire dalla Serie A e dalla Federazione.”

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Nato ad Avellino il 26 dicembre 1996, ha conseguito la Laurea Triennale in Scienze della Comunicazione e attualmente studia Corporate Communication e Media presso l'Università degli Studi di Salerno. Giornalista pubblicista dal 30 settembre 2020, ama, segue e pratica lo sport più bello del mondo.