Chi Siamo – Y

Cosa è il progetto Y?

Un’Intelligenza Collettiva di Energie proiettate nel futuro

MY_Melograno-225x300 Chi Siamo - Y

Una foto scattata fuori la YHouse, dove sovente accade che alcuni giovani si incontrino per parlare di rete, di interazioni che avvengono in rete, di problemi che li riguardano, di passioni che vorrebbero vivere, senza avere paura di palesarle, di legittime aspirazioni, di visioni del mondo, e di come desiderano un nuovo mondo e un nuovo ordine sociale. In altre parole, nella YHouse, il Futuro, i giovani, ha voglia di esprimersi e di proporsi. L’idea della YHouse non è nuova, ha lo scopo di applicare la conoscenza per migliorare la società. Tale progetto ha attirato l’interesse di notevoli risorse intellettuali, sin dall’antichità. Nella Nuova Atlantide, ad esempio, pubblicata postuma nel 1627, Francesco Bacone narra di un gruppo di naufraghi che approda sull’isola di Bensalem dove gli abitanti coltivano la sapienza nella House of Solomon, l’istituzione più importante dell’isola, realizzando esperimenti mediante il metodo scientifico.

Il ghiaccio sull’albero della foto evidenzia le tante Y di cui è composto il melograno, una pianta sacra per alcune culture. E la Y, proprio come il melograno, è un lettera piena di significato ancestrale, emblema della saggezza pitagorica, nota agli Egizi, dai quali il filosofo di Samo ha, probabilmente, appreso il significato più profondo e misterioso. Oggi, tuttavia, non si parla del significato della Y ma del Futuro, che ha il suo linguaggio, le sue regole, il suo codice. E proprio come una popolazione che proviene da un altro pianeta, la cui idea ci spaventa, probabilmente, perché potremmo non comprenderne il linguaggio, allo stesso modo il Futuro ci spaventa perché precorre, anticipa, esplora, impiegando i linguaggi che gli sono più adatti, e che hanno bisogno di essere decifrati e perciò lasciati esprimersi, in uno spazio fatto di saperi, diversi, che in modo tollerante possano confrontarsi.

Pierre Lèvy parla di un nuovo spazio antropologico, lo “spazio del sapere”. Dice Lèvy:  “Il sapere della comunità pensante non è più un sapere comune, perché ormai è impossibile che un solo essere umano, o anche un gruppo, domini tutte le conoscenze, tutte le competenze (…) è un sapere essenzialmente collettivo, impossibile da riunire in un solo corpo (…) tutti i saperi dell’intellettuale collettivo esprimono divenire singoli, e questi ultimi formano dei mondi”.

L’Intelligenza collettiva, il soggetto dello spazio del sapere, non è identificabile dai “legami di sangue”, o dalla trasmissione dei racconti, ma, essendo aperto ad altri membri, ad altri collettivi, a nuove conoscenze, essa è “errante” nello spazio del sapere. 
Lèvy, insieme con Michel Authier, hanno chiamato “cosmopedia” un nuovo tipo di organizzazione dei saperi, aperta dalle scienze dell’informazione e dei calcolatori, basata sulla rappresentazione e gestione dinamica della conoscenza. Nella visione dei due autori, il “cosmo” connota uno spazio di rappresentazioni dinamiche e interattive che contempla un numero elevato di forme di espressione, come le immagini, i suoni, le simulazioni interattive, le mappe interattive, le realtà virtuali, le vite artificiali e così via. Caratteristica principale della cosmopedia è l’eliminazione delle differenze tra le discipline, dove trovano spazio, invece, solo alcuni concetti che, anche se composti, sono in continua ridefinizione. E i suoi soggetti, i membri dell’intelligenza collettiva, materializzano il proprio sapere, proustianamente, in un’immagine digitale in continua metamorfosi, cercando, consultando ed esplorando.

Una visione della teoria della conoscenza, vede il soggetto costruire il proprio oggetto di conoscenza, imponendogli le categorie, le “forme a priori”, attraverso le quali lo coglie e lo interpreta, come fa lo scienziato, un soggetto che sottomette l’oggetto alle proprie misure, ai propri concetti, alla propria teoria, usando categorie come tempo, spazio o causalità. 
Un’altra visione della conoscenza, al contrario, descrive gli oggetti così come si imprimono nel soggetto, considerando l’intelligenza come il prodotto delle proprie esperienze. Secondo Lèvy e Authier, invece, 
l’intellettuale collettivo, il soggetto dello spazio del sapere, riunisce le proprie pratiche, siano esse speranze, interessi, e così via, in un sapere in rete, non gerarchizzato. Facebook, Twitter e altre reti sociali, o social networks, permettono ai loro protagonisti di parlare, organizzare eventi, condividere opinioni, fare annunci, incontrare persone e così via. L’analisi di queste reti indaga le relazioni fra i soggetti che le compongono, mostrando come il comportamento del singolo individuo sia influenzato dai vicini con cui è in contatto. In altre parole, l’oggetto dell’analisi non è l’individuo ma un’entità che consiste di persone e collegamenti fra esse. 
Per le scienze sociali la natura digitale di queste comunità rappresenta un’opportunità senza precedenti per studiare, dettagliatamente e su grande scala, comportamenti collettivi in modelli a rete, appunto non gerarchizzati. Lo scienziato sociale, infatti, ha la possibilità di formulare e verificare ipotesi in ambienti virtuali simulati in modo da ottenere riscontri dai quali può elaborare teorie riguardanti i fenomeni indagati. Uno di questi, ad esempio, il fenomeno dei piccoli mondi, o small worlds, ipotizza che la catena delle conoscenze sociali richieste per collegare persone, apparentemente lontane nella rete sociale, è molto corta. L’ipotesi prende spunto dal noto esperimento dello psicologo americano Stanley Milgram il quale, nel 1967, ha scoperto che due persone, senza alcun contatto, potevano trasmettersi l’un l’altra messaggi attraverso una rete di conoscenze composta, al massimo, di sei persone. Un’Intelligenza Collettiva di Energie proiettate nel futuro, ecco cosa è il progetto Y.

MY_Melograno-225x300 Chi Siamo - Y

YSport Italia:
Testata giornalistica iscritta nel registro della stampa del Tribunale di Trento: n. 15/2017 dd 06/11/2017

Editore:
Y Media Analytica srl

Direttore Responsabile:
Aldo Pio Feoli – direttore@ysport.eu

YSport – Le nostre Comunità

Sul network Y anche:

Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog sono tratti da internet e, pertanto, considerati di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email.

YSport - Testata giornalistica iscritta nel registro della stampa del Tribunale di Trento: n. 15/2017 dd 06/11/2017

Editore: Y Media Analytica srl

Direttore Responsabile: Aldo Pio Feoli

Copyright © 2017 Y Media Group Ltd